giovedì 28 ottobre 2010

Come fai fai.. ne manca sempre 'n pezzo!

C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.
Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo.
Così partirono tutti e tre con il loro asino.

Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”.
Allora la moglie disse a suo marito: “non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio.”

Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa”.

Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino.
E povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!"

Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta.
Gli spaccheranno la schiena!"

Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “guarda quei tre idioti: camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!”


La morale è...
ma davvero c'è bisogno che ve la dica io??

OK...eccola: "Ti criticheranno SEMPRE, parleranno male di TE e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene COME SEI.
Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore.
La vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama.
Vivi intensamente ogni momento della tua vita prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi!"
e... soprattutto: impara a fregartene di ciò che dice la gente!!

Caterina Caselli e Isabella Biagini - Ognuno ci può criticare


mercoledì 20 ottobre 2010

Nulla succede per caso

Ovviamente NON l'ho letto per caso!
E' stato un libro fortemente cercato, una lettura fortemente voluta.

Ho recentemente vissuto un periodo in cui una serie di eventi significativi e concatenati mi ha portato ad avere forti dubbi e a far vacillare la mia proverbiale razionalità.

Avevo bisogno di risposte, di certezze:
Chi siamo… da dove veniamo…
dove andiamo… e SOPRATTUTTO siamo soli ??

Sto s-c-h-e-r-z-a-n-d-o!!!!
Le mie sono domande un po’ MENO esistenziali!! :) Un po’ meno complesse… FORSE!

In realtà ero partita col chiedermi:
“Il caso ESISTE?”
“Esiste il destino?”
“Quello che ci accade nella vita dipende esclusivamente da noi, dalla nostra forza di volontà oppure da forze incontrollabili? (chiamatele Dio, destino, sorte, fortuna, sfortuna, ecchipiùnehapiùnemetta!)”.
“Tutto quello che ci accade ha un senso? un significato? una spiegazione?”

Dicono che stia a noi dare un senso a ciò che ci accade… trovare la positività in OGNI avvenimento.
Non ci riesco SEMPRE.
Dipende da ciò che ci accade!

A volte si creano delle circostanze magiche e straordinarie che gettano luce sulla nostra vita; in questo caso, certo che è facile attribuire loro un senso, una spiegazione, un significato positivo, ma nel caso di eventi negativi o addirittura tragici?
COME funziona in questi casi???

Vallo a spiegare tu agli abitanti di Haiti che quel terremoto magnitudo 7 in realtà ha un senso! Che per quelle 200.000 un vittime c'è una spiegazione… trovala tu un significato positivo alla morte improvvisa di un amico o alla malattia di una persona cara.
Ci sarà anche! non lo metto in dubbio... ma io non riesco proprio a vederla... Sono LIMITATA!

Per non sconfinare in una questione troppo complessa, in cui troppi elementi sfuggirebbero alla mia visione limitata, abbasserò un po' il tiro e mi limiterò a chiedere:

“Ma... le coincidenze… ESISTONO?”

Non sto parlando di quelle del tipo: “Oh! guarda che combinazione! Abbiamo la stessa maglia!” ma di quelle che ti segnano la vita, ti cambiano le carte in tavola, quelle che ti sconvolgono i piani, ti rivoluzionano l’esistenza, quelle che sembrano eventi fortuiti ma che invece non lo sono affatto!

Si verificano sorprendentemente, le subisci quasi, spesso collegate alle nostre aspettative, ai nostri desideri, ai nostri pensieri e anche alle nostre paure, arrivano e ti cambiano, ti migliorano o ti peggiorano.

Ti è mai capito di vivere un incontro o un'esperienza in maniera del tutto casuale e di renderti conto poi, che questa ha in qualche modo cambiato la tua vita, il tuo comportamento, il tuo modo di vedere il mondo? A me si.

È proprio di queste “coincidenze significative”che Robert H. Hopcke, parla nel suo libro, le chiama "eventi sincronistici"  fenomeni che riflettendo uno stato d'animo interiore e che riescono ad indicarci la direzione più giusta. Una specie di segnali stradali che ci indicherebbero la via.

Sono quelle situazioni apparentemente accidentali che si frappongono tra noi e gli altri e ci fanno capire quando è necessario cambiare qualcosa... nel campo affettivo ad esempio, o in quello professionale, nell'amicizia, nei rapporti interpersonali...

L'autore racconta una serie di storie in cui un evento apparentemente fortuito si abbatte sull'esistenza di una persona, cambiandola profondamente. Francamente ho un po' vacillato sulla veridicità delle storie  a volte molto inverosimili, raccontate dall'autore. Il titolo sembrerebbe l'inizio di un discorso smisurato. In realtà non c'e' assolutamente alcuna conclusione tangibile.

E ovviamente NON HO trovato le certezze che cercavo.

Ovviamente non è sufficiente leggere un libro per trovare RISPOSTE.

Così il dubbio rimane: COINCIDENZE: messaggi dell’universo?  lunghe catene di cause ed effetti? capricci del caso?  o... COSA?

E... se dietro di loro si nascondesse davvero qualcosa di PIU', qualcosa che non si può spiegare con il calcolo delle probabilità o con il semplice fatalismo?
"Come sarebbe bello dire 'per CASO' .
"Tu CREDI davvero che ci sia qualcosa che succede 'per caso'?"
 P.S. Ho letto questa frase di Alessandro Baricco proprio oggi pomeriggio, casualmente sfogliando una rivista… CHE COINCIDENZA, Eh? J

Vasco Rossi - Un Senso


 

lunedì 11 ottobre 2010

Se per ogni sbaglio avessi mille lire

♪♫ Che vecchiaia che passerei! ♫♪♫
Caro Liga, mi basterebbero anche solo10 centesimi. Sarei fottutamente RICCA.

Si. Perché IO SBAGLIO. Sempre.
Tutti i giorni. Sbagli impercettibili o sbagli Colossali.


Questa foto la potreste trovare accanto alla definizione del verbo “sbagliare” su Wikipedia!

Sbaglio quando devo fare una SCELTA. Scelgo sempre la parola sbagliata, la soluzione sbagliata, la strada sbagliata, l’atteggiamento sbagliato, l’abito sbagliato, il piatto sbagliato dal menu, la fila sbagliata al supermercato e pure al casello autostradale.

Tra due alternative scelgo sistematicamente quella sbagliata, tra due decisioni prendo ovviamente quella sbagliata, tra due pulsanti premo regolarmente quello sbagliato.
Vi auguro di non trovarvi mai con me, soli, in una stanza, di fronte ad una bomba come nei film.. con un filo rosso ed uno blu da scegliere di tagliare per disinnescarla… perché senza ombra di dubbio: BooOOOoooOOmm!

Paranoica Esagerata!! Tutti sbagliano! Direte voi!!
Certo, tranne Chuck Norris, Horatio Caine, Topolino e HAL 9000, tutti commettono errori…
Ma io ne faccio in quantità industriali!

A volte per non sbagliare NON SCELGO. Ma Scegliere di non scegliere, è già uno SBAGLIO. Forse addirittura lo SBAGLIO più SBAGLIATO!

Sbaglio se faccio e sbaglio se non faccio, sbaglio se parlo e sbaglio se sto zitta, sbaglio se scrivo e sbaglio se non scrivo, sbaglio se agisco d'istinto, sbaglio se non agisco d'istinto, sbaglio se ascolto il cuore, sbaglio se non lo ascolto, sbaglio se ascolto la ragione, sbaglio se non la ascolto.
Si potrebbe continuare questa filastrocca all’infinito, usando qualsiasi verbo

Potrei scrivere una nuova legge di Murphy: “Ogni scelta che farai sarà quella sbagliata”.  Precisa! Con relativo Corollario: "E ne pagherai ovviamente le conseguenze!"... ma per ora non ne voglio parlare...

“Ma dai, che Sbagliando si impara” direte ancora voi..
NO! No! NO.
Una volta si pensava così!

La bella frase consolatoria “Sbagliando s'impara” diventata una verità scientifica nel 2004, quando uno studio statunitense pubblicato su “Nature Neuroscience”, ci rivelava l’esistenza nel cervello di un'area dedicata alla valutazione degli errori commessi e all'elaborazione di strategie “ad hoc” per non ripeterli, oggi è stata miseramente SFATATA!

Ci ha pensato un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology ), che nel luglio del 2009 non avendo un ca**o da fare, si mette a fare degli assurdi esperimenti con delle scimmie (?!) e dimostrano senza via di scampo che si impara di più dai successi che dai fallimenti!

Questi tipi molto simpatici dicono che, almeno a livello neuronale, si impara solo quando un'azione viene svolta in maniera corretta e NON quando invece si sbaglia.
Come se non bastasse, esisterebbe addirittura  un meccanismo (perverso oserei dire) a livello cerebrale, che potrebbe indurci a RIPETERE determinati sbagli. Un bel cavolo di lavoro…

Questo significa che potrei ripetere... Ah... no no. noo! Non ci oglio neanche pensare! Non ci sto! Non me lo posso permettere.
Devo fare qualcosa.
Ma NON oggi.

Oggi è lunedì e come ogni lunedì sono in modalità “Super Simo” , sto anche poco bene, ci penserò quando sarà più “lucida”!

Intano ci vuole subito un'altra frase consolatrice. Eccola. E' della mia MAMMINA: "Chi fa molto sbaglia molto; chi fa poco sbaglia poco; chi non fa niente non sbaglia mai... per iniziare può andar bene...
Però... mi è appena venuto un dubbio, devo chiamare casa!

"Pronto MAMMINA!!  una domandina al volo... stavo pensando... ma... come mai avete aspettato 9 anni per avere me dopo la nascita del mio fratellone????

"Ehhh??? Ma perchè questa domanda ora??.. è passato tanto tempo...

"Daie mamma!! è solo una curiosità da niente!!!

"Beh.. in realtà sei stata un belliiiiiiissimo SBAGLIO, ma...."

"D'OH!! Ma... allora Ditelo!

Ligabue - Non è tempo per noi


martedì 5 ottobre 2010

Divisibili soltanto per 1 e per sè stessi

Come i numeri primi.
Come l'11 e il 13, o come il 17 e il 19, il 41 e il 43, oppure come... il 2760889966649 e il 2760889966651. 
“Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava MERAVIGLIOSI. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano PRIMI GEMELLI: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi, quasi vicini,perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero”
Non tutti i libri sono uguali.
Alcuni ti folgorano.
Si lasciano divorare.
Ti rapiscono attraverso parole che senti davvero tue, parole che ti “inghiottono” ti entrano nell’anima per non andarsene mai più…

"La solitudine dei numeri primi" è uno di questi.
L’ho letto quasi tutto d'un fiato, in due mezze nottate. Ma è uno di quei libri che non potrei rileggere, almeno non per ora. Mi ha fatto male nella carne.

In molti lo hanno definito il classico racconto adolescenziale “stile Moccia”.
Neanche per sogno.
La solitudine dei numeri primi è un pugno nello stomaco! Non è un romanzetto per ragazzine innamorate! Non c'è una principessa e nemmeno un principe azzurro.
I protagonisti sono lontani anni luce dagli “splendidi e perfetti” che popolano le pagine del Federico nazionale!

Alice e Mattia. Uniti e divisi da tragici eventi. La loro anima è messa a nudo. Due personaggi che toccano il cuore, con i loro impacci, gli slanci imprudenti, i gridi taciuti, i silenzi, le paure ed il coraggio.
Chiusi nei loro ostinati silenzi... perché l'essenziale non si dice mai…mai.

Alice e Mattia vivono nella consapevolezza di essere diversi dagli altri, e questo non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo.

Alice e Mattia e il “peso delle conseguenze”, da cui è IMPOSSIBILE FUGGIRE, la minaccia, la condanna, il prezzo di quelle scelte che si fanno in pochi secondi e si scontano per il resto della vita.
Il peso delle conseguenze...

Alice e Mattia due numeri primi. Due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai.
Coincidenza di destino, di vita, di aspirazioni. Ma destino, vita, aspirazioni non bastano a fare in modo che Alice e Mattia si incontrino davvero.
Due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Si trovano, si capiscono, eppure c’è puntualmente qualcosa che continua a separarli.

Mattia è un pò come me: una nave in balia delle onde, fragile e forte nello stesso tempo. Mi piace e mi affascina la sua psicologia contorta, la sua mente somigliante ad un labirinto inespugnabile. Non chiede niente a nessuno, va avanti da solo con le sue forze, vuole essere totalmente indipendente. La sua corazza è inespugnabile, è un’armatura contro il mondo.
Mattia è speciale, ma lascia scivolare su di sé la vita, quasi con indifferenza, consumando la vita alla ricerca di sé, ancorato ad un ricordo da cui non riesce a staccarsi.

La solitudine di Mattia è la solitudine di tutti quelli che si lasciano intrappolare in una trama di rapporti che alla fine si rivelano vuoti, inconsistenti ed insignificanti. Rapporti che non riescono a produrre il collante indispensabile a unire, a legare intimamente.

"La paura di Mattia è quella di avere rapporti talmente intensi da non poter dare loro un nome... sarebbe come togliersi l’anima. Abbandonarsi a qualcun altro è in effetti perdere una parte di se stessi."
Se impedisci agli altri di entrarti nel cuore, non potranno mai farti del male…

Mattia la pensa così. Ed io… forse… sono d'accordo con lui.



"La verità è una SCELTA."  Ligabue
 
 
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