sabato 31 luglio 2010

Non lo so

La passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace.

Molti si spaventano perchè, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra.

Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo.

Perciò alcune persone - tante - riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia.

Sono gli ingegneri delle cose superate.

Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi.
Attribuiscono all'altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità.

Sono sempre euforici perchè è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perchè un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.

Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo?

Non lo so.

Paulo Coelho, Undici minuti

Se ci riuscite…Beh, siete fortunati

Non posso commentare un libro che parla della vita con le parole e i pensieri di ogni giorno, di ognuno di noi: Roth è saggio, disperato, sarcastico, amaro, tenero, lucido, geniale con le parole...  eccole:
"Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze e di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici o corazze spesse quindici centimetri.
Offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di venute, da pari a pari, da uomo a uomo (o nel mio caso da donna a donna), come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male.
 Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato.

La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato.

Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci.

Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l’intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri?

Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che noi ogni giorno mutiliamo con la nostra ignoranza?

Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere.

Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento esame, ancora male.

Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando.

Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di avere ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita.
Ma se ci riuscite…Beh, siete fortunati".
Philip Roth - Pastorale americana



giovedì 29 luglio 2010

Attento a ciò che desideri...

..perchè potresti ottenerlo.

C’è chi li realizza senza fatica, chi li vede passare come un tram che non riesce a prendere e chi pensa che debbano rimanere tali. Sono i desideri.

Nel III secolo a. C. Epicuro scriveva: "Per ogni desiderio ci si deve porre questa domanda: che cosa accadrà se il desiderio sarà esaudito, e che cosa se non lo sarà?"

Un altro filosofo dell'antichità, di cui non ricordo il nome, era convinto che "se tutti i desideri degli uomini potessero nello stesso momento essere esauditi, allora non esisterebbe più un solo uomo felice sulla faccia della terra".

Anche Oscar Wilde la pensava così: "Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci."

...i Metallica cantano "Careful what you wish, Careful what you say, Careful what you wish, you may regret it.. Careful what you wish, you just might get it "(Attento a ciò che desideri, Attento a ciò che dici , Attento a ciò che vuoi,  Potresti pentirtene, Attento a ciò che vuoi, Potresti averlo)

Lo slogan del Film "Coraline" è  "Be careful what you wish for" e addirittura Brandon Lee nel film "il Corvo" ci ammonisce dicendo "Devi stare attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo"

Ancora.. Wilde: "quando Dio vuole punirci, esaudisce i nostri desideri, anche quelli migliori... "

E infine questo è quello che afferma Lacan (dal film "The life of David Gale"): " le fantasie non devono essere mai realistiche" poiché nel momento in cui otteniamo quello che cerchiamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più;
Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti.. eternamente... assenti.
Tratto dal film "The life of David Gale"

E.. non è "quella cosa" che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa;
quindi il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche.

Questo è ciò che intende Pascal quando dice che "Noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità"... o perché diciamo "Vale più la caccia che la preda" o "Sta attento a quello che desideri, non perché lo otterrai, ma perché sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto"

Quindi l'insegnamento di Lacan é che vivere secondo i desideri non vi renderà mai felici.

Per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello desideravate, ma in base ai piccoli momenti di integrità, compassione, razionalità, a volte anche di sacrificio.

Perché alla fine, se vogliamo davvero misurare il significato della nostra vita, dobbiamo dare valore alla vita degli altri".
Ma davvero è così “rischioso” sperare che un desiderio si realizzi??

Si? E allora? cosa vogliamo fare?
Dai! Smettiamo tutti di sognare e di desiderare così non resteremo mai delusi!!

Facile No.?
FOLLE!

Io, smettere di desiderare?… Io, smettere di sognare?? Ahahah!!
Ohi!! Ma io sono fatta della stessa sostanza dei sogni!! Rinunciare a sognare significherebbe rinunciare a vivere!!
Rimarrò delusa? E Pazienza! Lo sono stata tante volte! Quel che non mi uccide mi renderà più forte.. magari migliore, vero Luca? ;-)

E poi come dice Paulo Coelho "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni"
I sogni e i desideri ci aiutano a vivere, ci danno la forza di compiere scelte e prendere decisioni…
I sogni ci danno coraggio, speranza, fiducia…

Ci vuole coraggio a sognare, a desiderare qualcosa di grandioso.
Ci vuole coraggio ad amare i propri sogni e i propri desideri a tal punto da mescolarli al proprio cuore e alla propria anima, pur sapendo che ci sono alte probabilità di delusione.
Ci vuole coraggio anche ad accettare che a volte si può rimanere disillusi dalle nostre aspettative.
Su questo punto avrei una cosa da dire .. ma ne parliamo la prossima volta.

Ora vi lascio dicendovi: SOGNATE! DESIDERATE!
Correte il rischio di trasformare i vostri sogni in desideri, i desideri in progetti, e i progetti in realtà... esigete un mondo all’altezza dei vostri sogni!

Io lo farò! Si.. Si.. Chiaro…con i piedi ben saldi per terra… sognatrice si, ma anche razionale. Sono pur sempre una “Toro”.

sogna ragazzo sogna - R.Vecchioni"

martedì 27 luglio 2010

Parole... Parole... Parole

Esistono parole senza senso?
Parole senza significato, se non quello semantico?
No..
Se dico Panca? a cosa pensate?
e se dico Asparago? cosa vi viene in mente?

e...capra?
profumo..
scintillanza...

Parole Speciali, Parole Magiche! Non trovate?
Ahahahahahaah! non sono diventata pazza!! o forse si... Lala dice che mi hanno rapito gli alieni... e forse ha ragione!!

Il mio amico Denis scrive: "Le parole sono le molecole dell'universo, hanno senso a prescindere...a volte danno senso all'indicibile"...

E' verissimo.. "le parole suscitano nel cervello avvenimenti straordinari" (Bikov)


"Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore.


Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati alla vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra di loro.


Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari.


Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia.
Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo.
Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.


Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta, suoni, immagini, analogie, ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza, la memoria, la fantasia, l’inconscio  e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare, e censurare, costruire e distruggere…”
Gianni Rodari  - La Grammatica della Fantasia


Mina e Alberto Lupo - Parole Parole

lunedì 26 luglio 2010

Il cuore più bello del mondo

C'era una volta, un giovane in mezzo ad una piazza gremita di persone.

Diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quanto meno della città.

Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto.

Erano tutti concordi nell'ammettere che quello fosse proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.

All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse "Beh, a dire la verità....il tuo cuore è molto meno bello del mio."
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti, tra cui quelli del ragazzo.

Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici.

Inoltre c'erano zone dove dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri che però non combaciavano bene, tanto che il cuore dell'anziano risultava tutto bitorzoluto.

Per giunta era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.

Tutta la gente osservava il vecchio, colma di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello. Il giovane lo guardò scoppiando in una grossa risata: "Starai scherzando! " disse "Confronta il tuo cuore col mio: noterai che il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime. Su, dai!!!".

L'anziano con un velato sorriso:"Vero!" ammise "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio...  Vedi?" continuò, "ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato amore: ho staccato un pezzo del mio cuore donandoglielo senza riserve, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore... a colmare il vuoto lasciato nel mio.

Ma certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e cosi rimane qualche bitorzolo a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso.


Altre volte, invece, ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto e questo spiega le voragini.


Caro ragazzo, amare è rischioso, certo, ma per quanto siano dolorose queste voragini che rimangono sempre aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'Amore che provo anche per queste persone....e chissà! Forse un giorno torneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro.
Comprendi adesso che cosa sia la VERA bellezza?"

Il giovane rimase senza parole.

Prese allora un pezzo del suo giovane cuore, andò incontro al vecchio, e con mani tremanti glielo donò.
Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane.

C'entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure egli lo trovava più meraviglioso che mai: l'amore del vecchio, ora scorreva dentro lui... per sempre.

Il cuore è come l'anima... non puoi pensare di mantenerlo perfetto e puro non usandolo... no...

Dedicato a chi mi ha donato un frammento del suo cuore.

venerdì 23 luglio 2010

Innamoratevi, se non vi innamorate è tutto morto... morto!

Su su... svelti eh, svelti, veloci... Piano, con calma...
Non v'affrettate, eh. Poi non scrivete subito poesie d'amore, eh!
Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni eh...
Scrivetele su un altro argomento, che ne so su... su... il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra, eh?

Avete capito?

La poesia non è fuori, è dentro... Cos'è la poesia, non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu...
Tratto dal film "La tigre e la neve"
..e vestitele bene le poesie, cercate bene le parole... dovete sceglierle!
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola!

Sceglietele...che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
 Da Adamo ed Eva... lo sapete Eva quanto c'ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta!!! "Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa.."
ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!

Innamoratevi, se non vi innamorate è tutto morto... morto!
Vi dovete innamorare e tutto diventa vivo, si muove tutto... dilapidate la gioia, sperperate l'allegria e siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la FELICITÀ!

E come si fa?

...fammi vedere gli appunti che mi sono scordato...
questo è quello che dovete fare... non sono riuscito a leggerli!
Per trasmettere la felicità, bisogna essere FELICI e per trasmettere il dolore, bisogna essere FELICI.

Siate FELICI!!!
Dovete patire, stare male, soffrire.. non abbiate paura di soffrire, tutto il mondo soffre!

E se non avete i mezzi non vi preoccupate... tanto per fare poesie una sola cosa è necessaria... tutto.

Avete capito?

E non cercate la novità... la novità è la cosa più vecchia che ci sia...
E se il verso non vi viene, da questa posizione, né da questa, ne da così, buttatevi in terra!
Mettetevi così! Ecco... ohooo... è da distesi che si vede il cielo... guarda che bellezza...perché non mi ci sono messo prima...

I poeti non guardano, vedono.
Fatevi obbedire dalle parole...

Se la parola 'muro' non vi da retta, non usatela più...per otto anni, così impara!

Che è questo, bhooo non lo so!
Questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li per sempre... forza, cancellate tutto che dobbiamo cominciare! La lezione è finita.

Ciao ragazzi ci vediamo mercoledì o giovedì... Ciao arrivederci
Tratto dal film "La tigre e la neve" di Roberto Benigni

giovedì 22 luglio 2010

Se tu mi dimentichi

Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco l’impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste, aromi, luce, metalli, 
fossero piccole navi che vanno verso le tue isole che  m’attendono.
"Se tu mi dimentichi - Recitata da Ferruccio Amendola"



Orbene,  se a poco a poco cessi di amarmi,
cesserò d’amarti poco a poco.
"Se d’improvviso  mi dimentichi, non cercarmi, chè già ti avrò dimenticata"

Se consideri lungo e pazzo,
il vento di bandiere che passa per la mia vita
e ti decidi  a lasciarmi sulla riva del cuore in cui ho le radici, 
pensa che in quel giorno, in quell’ora, leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno a cercare altra terra.

Ma se ogni giorno, ogni ora, senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale  alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia  senza uscire dalle mie.

Pablo Neruda




 

martedì 20 luglio 2010

Uscita viva dagli anni '80... o quasi!

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.

Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2...

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills.

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.

Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Babol, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.

Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore e il Dolce Forno, il microscopio e i pattini a rotelle. E il mitico cubo di rubik?

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.

Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.

Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari.

Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi, al limite uno era grasso e fine.

Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;  bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!

E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat scrivendo :)  :D  :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!


Ctrl+C dalla mail di un'amica

Noi che ... siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
Noi che ...SIAMO STATI queste cose e gli altri non snno cosa si sono persi.

Direttamente dallo ZOO di 105
NOI... prima parte

NOI... seconda parte

NOI... terza parte

lunedì 19 luglio 2010

La prossima volta

Ma… se non bastasse una vita per riuscire a vivere un amore?

Se avessimo altre vite in cui rinascere, per portare a compimento ciò che abbiamo lasciato a metà, o per porre rimedio agli errori fatti precedentemente?

Se un amore ci fosse strappato dal cuore e potessimo cercarlo di nuovo nella vita successiva?
Sarebbe splendido vero?
Ebbene, Marc Levy lo rende possibile…

No! non racconterò la trama! Sapete cosa ne penso a riguardo: "i libri non si riassumono… si leggono"!

Vi dirò semplicemente che mi sono persa nella narrazione di questo storia.. la storia di due vite che s'intrecciano al di là del tempo e della ragione, si fondono, si separano e poi si riuniscono di nuovo, due spiriti separati dal destino ma che continuano a cercarsi disperatamente perché sanno che solo una volta uniti ritorneranno ad essere davvero completi.

"La prossima volta" di Marc Levy, una storia di passione, di sentimento… un sentimento che squarcia i confini del tempo. Il tempo che viaggia. Il tempo come energia. Il tempo che contiene l'universo e non viceversa. Il tempo e le anime; i sentimenti che mantengono vive le anime, nel tempo.

E tu ci credi che ci si possa amare a tal punto che nemmeno la morte riesce a cancellare i ricordi?
Credi che sia possibile che i sentimenti ci sopravvivano e ci restituiscano la vita?

Viene proprio voglia di crederci. E non la prossima volta...questa!


"Anche il tempo viaggia. Cambia da un posto all'altro"

"Talvolta succede che due anime si incontrino per formarne una sola.
Allora dipenderanno sempre l'una dall'altra.
Sono indispensabili e non smetteranno di ritrovarsi, di vita in vita.
Se nel corso di una di queste esistenze terrestri una metà si separa dall'altra, rompe il giuramento che le lega, le due anime allora si spegneranno.
Non possono continuare il viaggio separate."

"Perché le cose bella della vita si realizzino, non bisogna smettere di crederci"

"Lei è tornata, è qui.
Da qualche parte sulla terra l'aspetta e la cerca.
Ormai il tempo è contato per entrambi.
Se rinuncerete l'una all'altro, sarà molto peggio che sfiorarvi senza vedervi, sarà perdere le vostre anime.
La fine dei vostri due viaggi sarebbe un'incredibile spreco per voi, che siete così vicini alla meta.
Quando vi riconoscerete non sfioratevi ignorandovi."
Marc Levy - La prossima volta




venerdì 16 luglio 2010

Pane e... Baglioni

Ebbene Si.. sono Cresciuta a “Pane e Baglioni".

Avevo 15 anni quando l'ascoltai per la prima volta.
Ricordo che ero in treno diretta a Roma con mia madre e mia nonna. Cuffiette nelle orecchie per tutto il viaggio.
"Avrai" e "Strada Facendo" le mie preferite.

Da allora la sua musica ha sempre fatto da colonna sanora ad ogni attimo della mia vita.

Non c’è un singolo momento, da ricordare o da dimenticare, che Claudio non abbia attraversato e cantato.

Le sue note, la sua voce, mi hanno accompagnato nelle piccole e grandi cose, mi hanno fatto compagnia nei momenti più tristi e in quelli più felici, è come se avessi condiviso con lui tutti i miei stati d'animo.

Nelle sue canzoni, tutte le sue canzoni, ho sempre cercato e trovato un po' di me...

Claudio Baglioni, un poeta che riesce a riassumere i sogni, le speranze, le emozioni della vita...tutto in pochi minuti di musica... spargendo al vento semi di poesia, arte ed emozione.

Un piccolo assaggio...







Claudio Baglioni



mercoledì 14 luglio 2010

Il giorno in più

Quando un paio di estati fa mi suggerirono di leggere questo libro di Fabio Volo, ero talmente scettica, che davvero non avrei mai immaginato che sarebbe diventato uno dei miei preferiti!

La persona che mi consigliò di leggere
"il giorno in più" era una persona su cui riponevo (e ripongo tutt'ora) tutta la mia stima… così confesso che mi lasciai convincere.
E poi il resoconto dettagliato che questa persona mi faceva (giornalmente!!) della storia d’amore tra Giacomo, il protagonista del romanzo e Michela, il suo sogno proibito, era così coinvolgente!

Fanatica della purezza della letteratura, assolutamente diffidente quando si parla di libri, di solito sono un po’ prevenuta nei confronti dei comici-conduttori-calciatori-attori-echipiùnehapiùnemetta che si improvvisano scrittori.

Per di più mi irritava che un single convinto, impenitente e presuntuoso quale Fabio Volo pretendesse di parlare dell’amore! È come se un eschimese pretendesse di sapere come gli abitanti del Congo devono comportarsi durante la calura!

Mi sono dovuto ricredere… non tanto per lo spessore letterario del libro (che del resto non pretende neanche di avere) quanto per la capacità di trovare descritti in quelle pagine emozioni coinvolgenti, sentimenti così forti, veri, vissuti, capaci di raggiungere una profondità emozionale incredibile, inattesa, che spiazza...

Un giorno in più per sognare e per camminare sospesi tra i desideri di domani e i pensieri di sempre…







Radiohead, Creep
When you were here before,
Couldn’t look you in the eye
You’re just like an angel,
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
I wish I was special
You’re so very special
(canzone citata nella prima pagina.. che io dedico ovviamente alla mia amica Lara!)


"Con te ho sentito la scintillanza. «Cos’è la scintillanza?» «La sintonia con una persona. L’affinità elettiva. Ciò che con alcune persone non riesci ad avere nemmeno dopo anni."

"Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti."


"...Come le persone che si incontrano al semaforo: dopo averti sorriso, scatta il verde e partono. Si ha la sensazione che siano quelle che stavamo cercando da anni."


"Tutto ciò che ho di lei è nella mia testa e nella mia anima. Per sempre. Lei è un respiro, un pensiero, un'emozione, è confusione e chiarezza... lei per me è sempre stata una casa con il tetto di vetro: posso osservare il cielo sentendomi al sicuro.


"Sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo a memoria" [] Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Anche in francese si dice Par coeur... ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene..."


"La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade..."


"Ci sono persone che non riescono a costruirsi un'armatura e altre che non riescono più a liberarsene. Io volevo riuscire a vivere questa nuova fase, fatta di fragilità, emozioni, dolore e gioia."


"Secondo me può anche succedere che una persona ti ami e tu non te ne accorga. Ma quando una che ti ha amato smette di farlo è impossibile non accorgersene."


"Mi sono seduto sul bordo della vita e con i piedi a penzoloni ho guardato l'infinito respirando il suo profumo"
Fabio Volo - il giorno in più


lunedì 12 luglio 2010

L'ombra del vento

E' così difficile descrivere le emozioni che può trasmetterti un libro, soprattutto quando si vorrebbero trovare le parole giuste per descriverne l'anima...

Impossibile riuscire a sintetizzare in poche righe quello che l'autore è riuscito a comunicare in 400 pagine...

Leggete quanto scritto di seguito, elevatelo all'ennesima potenza e avrete solo una vaga di idea di quello che può essere "L'ombra del vento"...
"...Sa qual è il bello dei cuori infranti? [...] Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi..."

"...Le coincidenze sono le cicatrici del destino. Le coincidenze non esistono..."

"...Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona, hai già la risposta..."

"...Parlare è da stupidi, tacere è da codardi, ascoltare è da saggi..."


"...Se solo avessi riflettuto, avrei capito che quella dedizione assoluta era un'inesauribile fonte di pena; ma forse era proprio perché soffrivo tanto che la adoravo sempre di più, schiavo dell'eterna stupidaggine di stare dietro a chi ci fa del male..."

"...Sono poche le ragioni per dire la verità. Mentre quelle per mentire sono infinite..."

"...Solo allora – le dissi – avevo compreso che si trattava di una storia di solitudini e che proprio per questo vi avevo cercato rifugio, fino a confonderla con la mia vita. Che mi sentivo come chi fugge nelle pagine di un romanzo perché gli oggetti del suo amore sono soltanto ombre che vivono nell'anima di uno sconosciuto..."
 
"...Si stavano domandando se il loro destino era stato deciso dalle carte toccate loro in sorte o dal modo in cui le avevano giocate..."
 
"...E conserva i tuoi sogni" disse Miquel. "Non puoi sapere quando ne avrai bisogno"
Carlos Ruiz Zafón

Cambiamenti

"Continuiamo a crescere, a mutare la nostra forma, ci confrontiamo con alcune debolezze che devono essere corrette, non sempre scegliamo la soluzione migliore... eppure, nonostante tutto, andiamo avanti, sforzandoci di procedere eretti, in modo corretto, cosicché ci sia possibile onorare non le pareti, né le porte o le finestre, ma lo spazio vuoto che esiste dentro, lo spazio in cui adoriamo e veneriamo ciò che abbiamo di più caro e importante"
Paulo Coelho - Lo Zahir

sabato 10 luglio 2010

Come un pugno di sabbia

Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia. Ad un certo punto il bambino chiede: "Come si fa a mantenere un amore?"

La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: "Raccogli un po’ di sabbia e stringi il pugno…"

Il bambino stringe la mano attorno alla sabbia e vede che più stringe piu’ la sabbia gli esce dalla mano. "Mamma, ma la sabbia scappa!!!"

"Lo so, ora tieni la mano completamente aperta… "

Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente.

"Anche cosi’ non riesco a tenerla!"

La mamma sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro po’ e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio… abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la liberta’ ".

Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed e’ protetta dal vento.

"Ecco come far durare un amore…"

Let's Colour

Sto pensando ad una matita colorata.. con la punta di 4 colori..
non una semplice matita... ma “una matita capace di colorare anche le pagine più scure della nostra vita e di trasformare in consapevole saggezza le brucianti ferite del passato"


Proviamo a colorare la vita con tinte che solo gli occhi dell'anima possono scorgere "per trasformare spazi grigi e spenti in posti gioiosi e colorati."

(grazie a Massimo e a Luca)

venerdì 9 luglio 2010

La macchia nera

Una volta, un maestro fece una macchiolina nera nel centro di un bel foglio di carta bianco e poi lo mostrò agli allievi.

"Che cosa vedete?", chiese.

"Una macchia nera!", risposero in coro.

"Avete visto tutti la macchia nera che è piccola piccola", ribatté il maestro, "e nessuno ha visto il grande foglio bianco".
"La vita è una serie di momenti: il vero successo sta nel viverli tutti. Non rischiare di perdere il grande foglio bianco per inseguire una macchiolina nera.


Così sono gli uomini: capaci solo di vedere le macchie nere, non sanno riconoscere l'immenso foglio bianco che è la loro vita. Tutti noi dovremmo essere, invece, consapevoli, che, nonostante le macchie nere della nostra esistenza, c'è, anche se nascosto, un bel foglio bianco, simbolo della vita, che vale sempre la pena di essere vissuta.

Il tempo

"Un anno o due non sono sufficienti per conoscere il cuore di un uomo. Gli uomini sono tutti stomaco e noi siamo soltanto cibo.
Ci mangiano avidamente; e quando sono sazi del godimento, con avversione ci vomitano.."

William Shakespeare

"...Succeda quel che succeda, i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri..."

William Shakespeare

 

Oltre ogni limite

Inverosimile
Sentirti respirare in me
Avverto un brivido
Sei come un vento che non c’è
E si che il giorno ti ha portato via
Senza preavviso senza che
Fossi già così forte
Da farcela senza te.




E’ stato un crimine
Mettere all’asta il posto tuo
Insostituibile
Quello che fu davvero mio
Profumo inequivocabile
Presenza che mai più toccai
Nei silenzi del mondo
Che rimpiange noi.

Oltre ogni limite
Il mio pensiero sta tornando a te
All’abitudine piacevole
Che poi di noi s’innamorò
Amore folle e irragionevole
Da spazzarci via
Per restare solo ed unico
Una splendida pazzia.

Ci puoi scommettere
Io non ci riproverò
Ho le mie nuvole
È la che mi nasconderò
Così mi renderò introvabile
al vuoto che ora abita in me
E che rende fragile
il ricordo che ho di te.

Oltre ogni limite
Come quel fuoco che incendiò
Le nostre anime incredule
Dannate per l’eternità
Per raggiungere quel culmine
Per salire fin lassù
Dove ci si arriva facile
Da dove non si torna più!
Oltre ogni limite: tu

Renato Zero



 

 

 
 

mercoledì 7 luglio 2010

Questo è il mio carattere...

E ora vi racconterò la storia dello scorpione!
"Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto.

Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda."

La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!"

"E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!"

La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.


A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
 
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.
"Perché sono uno scorpione..." rispose lui " questa è la mia natura...questo è il mio carattere..."
 
Beviamo al carattere!
 
(Gregory Arkadin - Rapporto confidenziale)
 
E tu sei Rana o Scorpione?

martedì 6 luglio 2010

La VITA è Magica...

"...Non ci riesco, non riesco più a vivere l'attimo senza pensare a quello che succederà dopo.
Tu come fai?" -chiese lui-

"Penso agli istanti presenti che sono eterni". Rispose lei.

...decise di raccontargli una storia...un gioco per distrarlo.

Gli chiese di immaginare una banca che ogni mattina gli avrebbe accreditato sul conto 86.400 dollari.

Ma ogni gioco ha le sue regole e questo ne aveva due:

la prima: è che tutto quello che non hai speso durante la giornata viene tolto dal conto la sera, non puoi barare, non puoi trasferire soldi su un altro conto non devi far altro che spenderli ma ogni mattina al tuo risveglio la banca ti apre un nuovo conto...con altri 86.400 dollari seconda regola: la banca può interrompere il gioco quando vuole, senza preavviso da un momento all'altro può dirti che il gioco...è terminato chiude il conto e che non ce ne sarà più un altro.

Tu cosa faresti? Gli domandò.

Lui non capiva; rispose che li avrebbe spesi per se stresso e per gli altri, li avrebbe donati a chi era stato meno fortunato di lui...anche a quelli che non conosceva avrebbe speso ogni quarto di dollaro per rendere felice se stesso e gli altri solo, disse, non credo riuscirei a spendere 86,400 dollari al giorno...sono...sono troppi!

Chiese: non potrei nemmeno metterli da parte?

No -rispose lei-

ma dove vuoi arrivare ..io..non capisco...

Questa banca magica ce l'abbiamo tutti è il Tempo è la cornucopia dei secondi che si sgranano.

Ogni mattina ci vengono accreditati 86.400 secondi di vita... per la giornata e quando la sera ci addormentiamo non c'è' riporto su un nuovo conto ieri: è passato...

Ogni mattina la magia ricomincia. ancora una volta ci vengono accreditati 86400 secondi di vita. Però giochiamo con una regola inevitabile: la banca può bloccare il conto in ogni momento, senza preavviso. La vita può fermarsi in qualsiasi momento.



Se vuoi capire che cos' è un anno di vita, chiedilo a uno studente che è appena stato bocciato all' esame di fine anno.
Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall' incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo.
Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora in fabbrica, o in miniera per nutrire la sua famiglia.
Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi.
Un' ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in un ascensore.
Un secondo: osserva l' espressione di un uomo che è appena scampato a un incidente d' auto, e un millesimo di secondo: chiedilo all' atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d' argento e non quella d' oro per la quale si era allenato tutta la vita.

"Arthur, disse Lauren, la VITA è Magica, dobbiamo gustarci il valore di ogni suo istante"

da “Se solo fosse vero” di Marc Levy

lunedì 5 luglio 2010

E crescendo impari che...

...la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…

la felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente...

non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…

la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi.

E impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore.

E impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.

E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.

E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…

E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Fabio Volo da “Il Volo del Mattino”

domenica 4 luglio 2010

Lentamente muore...

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
"Lentamente muore - Recitata da Gigi Proietti"
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare"

Martha Medeiros - Ode alla Vita - (attribuita erroneamente a Pablo Neruda)

La matita...

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.

Ad un certo punto, chiese: "Stai scrivendo una storia su di noi? E' per caso una storia su di me?".

La nonna smise di scrivere, sorrise e disse al nipote: "In effetti, sto scrivendo su di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande."

Il bimbo osservò la matita, incuriosito e non vide niente di speciale.
"Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!".

Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose.
Ci sono 5 qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace con il mondo.

Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi: questa mano noi la chiamiamo Dio e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.

Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo ed usare il temperino. Questo fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po' di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.

Terza qualità: la matita ci permette sempre d'usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.

Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all'interno. Dunque fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.

Infine la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno.

Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce e cerca d'essere conscio d'ogni singola azione.

Invictus

"Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l'indomabile anima mia.

...Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima."
W. E. Henley

sabato 3 luglio 2010

Castelli di rabbia

"...Perché è così che ti frega la vita.

Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più.

E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.

E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva..."

Alessandro Baricco

“ E allora... quello, esattamente quello, finalmente, io lo so, sarà il posto in cui dovevo arrivare. Da lontano, da dovunque, io non ho fatto che camminare verso quel punto esatto, quel metro quadrato di legno posato sul fondo di un immenso bicchiere di vetro.
Lì, quel giorno, io sarò arrivato alla fine del mio cammino. Dopo... tutto quello che accadrà dopo... non conterà più niente.
Alessandro Baricco
"...Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita.

Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte.

Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi..."

Alessandro Baricco

giovedì 1 luglio 2010

Va dove ti porta il cuore


"...per essere forti bisogna amare se stessi; per amare se stessi bisogna conoscersi in profondità, sapere tutto di sé, anche le cose più difficili da accettare.


Sai qual è l'errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario, lo si debba percorrere fino in fondo.

Il destino, invece, ha molta più fantasia di noi.

Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco della disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento, tutto cambia, si stravolge, e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita.


Lungo i bivi della tua strada, incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere, dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare, spesso si gioca la tua esistenza e quella di chi ti sta vicino.


"Ogni volta in cui crescendo avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea, senza avere un'idea di se stessi, è una delle cose più pericolose che si possa fare.

Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere, Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici, viene sradicato al primo soffio di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma, la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose, e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti...


… quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siedi ed aspetta.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta ed aspetta ancora.

Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.

Quando poi ti parla, alzati e va'... dove lui ti porta"
Susanna Tamaro

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