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martedì 14 dicembre 2010

C'era una volta il NATALE...

Il Grinch è acido come un vasetto di Yogurt magro, agli agrumi, corretto con la varichina e scaduto da due mesi, lo SAPPIAMO tutti!! Ma non è un CINICO per partito preso… e quindi per la serie “Anche i Gringh hanno un cuore” confesserò che in fondo in fondo (MA molto in fondo), non è che ODI il periodo Natalizio, è solo che… il Natale mi da tanta malinconia

Ogni anno, puntuale dall’8 dicembre al 7 gennaio entro in modalità Grinch (eh si! È peggio della modalità Simona Ventura!) un velo di tristezza interiore si diffonde, pervade il mio corpo e la mia anima e fa a pugni con le canzoncine, le luci, i colori e l’atmosfera della città vestita a festa.

Dicono che sia un fenomeno abbastanza frequente. Gli esperti, (che riescono a dare un nome a qualsiasi cosa), lo chiamano “Christmas Blue”, ovvero “Malinconia da Natale” e adducono giustificazioni biologiche, scientifiche, genetiche, psicologiche e ovviamente ETICHE a questo fenomeno.
Le mie ragioni non sono proprio NOBILI, anzi forse sono pure un tantino egocentriche.

Per me il Natale rappresenta tutto quello che “avrebbe dovuto essere” ma che “non è mai stato”. Rappresenta le delusioni inflitte e quelle subite, le promesse non mantenute, le aspettative disilluse. Il Natale, è il simbolo del tempo che passa. Il Natale è una specie di segnalibro dei ricordi. I Natali trascorsi sono punti fermi in una marea di anni che freneticamente vanno. VELOCI. Troppo Veloci.

Penso ai miei “Natali di bambina” quando tutto era ancora un sogno, una favola, una continua sorpresa. Penso alle notti quasi insonni cercando di “sgamare” Gesù Bambino (NO! non era Babbo Natale…) mentre posava i regali sotto l’albero.
Penso a mio padre che ci svegliava all’alba. Mi ricordo che mezza addormentata ciondolavo verso quei pacchetti colorati a passi incerti, col pigiamino e la vestaglia, i capelli arruffati. (mmmh.. in questo non sono cambiata molto!!).
Ero felice perché in quella notte Gesù Bambino si era ricordato di ME! Tutto mi riempiva il cuore e tutto mi meravigliava!


Il regalo più bello mai ricevuto: una SCATOLA DI METALLO piena di caramelle, con il coperchio chiuso da un lucchetto, decorata con due bambine stile Holly Hobbie, sedute su una panchina, serenamente intente a scrivere biglietti d’auguri nonostante stesse nevicando. Sembrava persino di poter ascoltare quel silenzio. Non osavo toccarla e stavo lì incantata a guardarla. Mi sembrava impossibile che potessero esistere cose così belle!
E poi penso all’Albero.. ogni anno lo stesso . Il MIO Stupendo Albero di Natale comprato da mio padre quando è nato il mio fratellone nel 1963!!! Nei miei ricordi di bambina c’è sempre stato, ad OGNI Natale, in OGNI foto! Ci sono cresciuta con quell'albero! Sotto di esso, negli anni ho scartato di tutto, Cicciobello, Patatina, la mia prima bicicletta, il mio primo libro, il mio primo 33 giri, il mio primo lucidalabbra

Fare l'albero era una specie di rito... aprire le scatole polverose con le decorazioni… odoravano di soffitta! Lo facevamo sempre io e mio padre… mio fratello era troppo grande!!

Sistemavamo l’albero sul suo piedistallo di metallo verde decorato con piccoli abeti. Si aprivano per bene tutti i rami. Per prima si montavano le luci. Tutte colorate. Anche loro sempre le stesse da sempre, e forse anche nelle stesse posizioni. Sistematicamente non funzionavano, come ogni anno, e allora si doveva cercare la lampadina rotta per sostituirla, passandole in rassegna tutte… una per una!
Poi era il turno dei fili d’argento in alto e di quelli dorati in basso (guai a mischiarli!!).
Infine le palline. Le scartavo una ad una e le passavo al babbo. Lui le appendeva perchè io non ci arrivavo! Quelle piccole in alto, quelle grandi in basso, quelle di vetro (che si rompevano solo a guardarle) davanti, quelle più brutte e scolorite dietro.
Scatole e scatole piene di decorazioni, alla fine il verde dei rami nemmeno si vedeva più…. Ma il risultato era un CAPOLAVORO.

Il tocco finale era il puntale in vetro (quello lo mettevo io! Papà mi prendeva in braccio e io lo infilavo STORTO sulla cima!).
Ah! Dimenticavo i pupazzetti e le monete di cioccolato… ma questi erano destinati a NON vedere la luce dell'anno nuovo (parecchi nemmeno quella di Santo Stefano!! eheheh!)
Mi ricordo che passavo ore e ore a guardare le luci riflettersi sulle palline di vetro colorato. Lo faccio ANCORA.

E poi penso alla tavolata coi nonni, gli zii e i cugini. Eravamo sempre “la metà di mille”
Ognuno aveva un compito ben preciso. Mio padre e gli “altri uomini” pensavano al vino, la mamma e la nonna cucinavano per tutti, non c’era il BIMBI ma c’erano i cappelletti in brodo rigorosamente fatti a mano la settimana prima insieme a tutte le “donne del vicinato”, c’era la parmigiana di “gobbi” (i cardi) portati come tutti gli anni dalla zia di Roma, c’era l’arrosto “VERO” fatto con polli “VERI”, i crostini coi fegatini e quelli col tonno…
Io sempre in mezzo, nonno a capotavola, e c’era nell’aria la puzza dei fritti e l’odore delle bucce dei mandarini abbrustolite sulla stufa…

E poi c’era lui: il VOV! Adoravo il Vov ... ma essendo piccola mia padre me ne concedeva giusto una “lacrima”...ma... tanto… poi.. di nascosto ci pensavamo io e mia cugina a fare il BIS!!

Ricordo mio padre con i capelli neri e mia madre che sorrideva… TUTTI sembravano felici, ed IO ero felice, sicura che ogni Natale sarebbe stato sempre così…
E invece NO… quella magia piano piano è svanita. Penso ai posti vuoti lasciati dai nonni, ai posti vuoti lasciati troppo presto degli zii, vedo mia madre che NON sorride più come allora, vedo mio padre che ha gli occhi velati e i capelli tutti bianchi, guardo l’albero, è sfinito anche lui.. le palline di vetro NON ci sono più… e vedo ME stessa, strappata in due fra la serenità di trascorrere il Natale con le uniche persone che contano davvero, e il desiderio di starmene da sola sul divano, davanti ad un caminetto acceso, con la mia coperta preferita sulle gambe, in silenzio ascoltando solo lo scoppiettio della legna a guardare ANCORA le luci che si riflettono sulle palline e a pensare che avrei voluto essere migliore.

Andrea Bocelli - Blue Christmas



mercoledì 8 dicembre 2010

Io...il Grinch!

Ci siamo!
Il countdown è partito... -16.
Il meraviglioso Albero di Natale più grande del mondo da ieri sera è tornato a splendere sulle pendici del monte Ingino, a casa abbiamo appena fatto il Presepe, stasera faremo l’Alberello e domani metterò le Lucine tutt’intorno alla ringhiera del balcone.

Le strade del centro sono addobbate da millemila decorazioni, festoni e luci, le persone camminano veloci, in un delirio generale, col naso rosso e le mani congelate (ma piene di bustoni stracolmi di pacchi e pacchetti…)
Stelle e stelline, palle e palline, fiocchi e balocchi.

Ahhh!! che bbbella l’atmosfera Natalizia… ti fa venire voglia di… di… di…di scrivere una bella LISTA di cose che a Natale proprio NON SOPPORTO! (A Natale NON si può usare la parola ODIO!)

1) Babbo Natale.
E si! Il primo della lista è proprio lui, l’amorevole panzone con la barba bianca e il vestito rosso che se ne va in giro seminando terrore col suo minaccioso “oh oh oh!!”: Santa Claus, in tutte le forme e versioni! Sono letteralmente Santaclaustrofobica!

I Babbi Natale pupazzo che ballano e muovono la bocca al ritmo di “let it snow, let it snow, let it snow” (magari pure cantata da una voce femminile) mi fanno venire i brividi! Più Grandi sono e più mi terrorizzano. Mi ricordo un paio di Natali fa, davanti ad un negozio ce n’era uno a grandezza naturale, una specie di manichino scheletrico che muoveva la testa a scatti a destra e a sinistra! Brrrr! Raccapricciante!

Mi tengo sospettosamente alla larga da quei poveri diavoli travestiti da Babbo Natale che incontri sudatissimi nei centri commerciali durante le feste e che cercano di rifilarti CARAMELLE fuori produzione dall’86…
Per non parlare dei Babbi Natale appesi ai balconi o alle pareti delle case. Appunto, APPESI! come tanti piccoli suicidi! Sono spaventosi, oserei dire inquietanti!

2) Non sopporto la neve spray sugli alberi di Natale e sulle Vetrine dei negozi, più tossica di Amy Winehouse e Kate Moss messe insieme.

3) I pacchi regalo con la carta riciclata E I REGALI riciclati (a meno che non sia IO a riciclare!! eh eh!)

4) I “DOVERI” del Natale.
Ovvero “il lancio selvaggio degli auguri” a tutti e comunque. E "la corsa incontrollata ai regali", quella che non finisce neanche dopo Santo Stefano, causa l’immancabile cambio del regalo “sbagliato”. Ma perdincibaccolina! Se mi regali una reggiseno 4° misura, una trousse di ombretti in tutte le tonalità del rosa confetto o un paio di calzini misura 42/44, o non mi hai MAI visto (e quindi cosa me lo fai a fare il regalo!) oppure sei proprio str…! ( e quindi cosa me lo fai a fare il regalo!)

Per la serie “e vissero tutti felici e contenti" Tutti DEVONO farti gli auguri e Tu li DEVI fare a chiunque incroci il tuo sguardo! Sconosciuti e nemici compresi! A Natale siamo tutti più buoni e tu DEVI fare gli auguri per telefono a tutti i parenti sparsi per l'Italia che vedi una volta ogni 15 anni anche se di qualcuno non conosci nemmeno l’aspetto! E soprattutto DEVI sorridere e fare (e ricevere) gli auguri (e pure il regalo) a quelle persone, che durante gli altri 364 giorni dell’anno volontariamente ti IGNORANO…  Arghhh!

5) I negozi che cominciano ad addobbare già dalla fine di ottobre (mi danno ansia! IO ancora ad ottobre devo finire di fare il cambio di stagione!!!)

6) Gli SMS. Non tutti, sa!! Non sopporto le catene di sant'Antonio che ti arrivano sempre a Natale, Capodanno e per la Befana, quelli che terminano "manda questo sms a tutti gli amici e se te ne tornano 5 sei una persona speciale! Ma se non lo fai avrai sette anni di SFIGA." Odio gli sms standard inviati a tutti i 550 nominativi in rubrica li trovo PATETICI. E’ meglio non fare gli auguri. Punto. E le filastrocche? Dovrebbe diventare illegali. Arghhhh!!

7) Lo Spot del Pandoro Bauli. Dal 2005 è sempre lo stesso. Ogni anno, da novembre (perché la Bauli è sempre la prima ad inaugurare la stagione natalizia spot dolciari) il ritornello “A Natale puoi quello che non puoi fare mai...” lo senti canticchiare mattina, pomeriggio e sera, bella, eh! Ma amò basta! E poi “quello che non puoi fare mai “ Ma... in che sssenso? ;)

8) I CINEPANETTONI. I soliti film di Neri parenti o dei Vanzina consolidati nella nostra cultura come i tortellini e il panettone, che da più di un quarto di secolo, ogni anno mi ricordano che ci sono persone che spendono 8 euro e 50 per vedere Christian de Sica che fa puzzette nella vasca idromassaggio o che viene beccato dalla moglie mentre si fa la Aida Jespica o la Belen di turno. Arghhhh!!

9) Le FILE. Se devi andare al supermercato di SABATO perché hai finito lo zucchero sei FOTTUTO. Fila per arrivare al negozio. Fila per entrare nel parcheggio del negozio. Fila per raggiungere lo scaffale dello zucchero nel negozio. Fila alle casse dei negozi. Fila per uscire dal parcheggio del negozio. C’è fila OVUNQUE! Arghhhh!!


10) Gli ABETI di Natele VERI! Soprattutto quello che dal 17 dicembre decorerà piazza San Pietro a Roma. Un abete di 30 metri, 3 tonnellate di peso… quanti anni avrà avuto? 100? MINIMO! Tagliato! Arghhh!!


11) Non sopporto che a Natale ci si ingozzi DI CIBO come i naufraghi dell’isola dei famosi dopo la prova ricompensa. Compriamo, cuciniamo e mangiamo tutte le entità commestibili esistenti sulla faccia della terra in ordine alfabetico dall’A alla Z. Poi immancabilmente a gennaio (ma dopo il 6!) barrette dietetiche, carote, sedano e palestra. Arghhh!!

12) Dulcis in fundo: i GIOCHI.
Ma perché nessuno si accorge che la tombola è oltremodo PALLOSA? Estrarre 90 numeri uno per volta e leggerli ad alta voce dovrebbe essere divertente? E i fagioli secchi che cadono per terra? E le finestrelle che sistematicamente mancano?
Inoltre, io sono sfigata come Dolce Remy. Non vinco a tombola dal 1990, quando c’erano ancora le lire, feci ambo. Da li in poi.. il NULLA. E per favore risparmiatemi: “Sfortunata al gioco, Fortunata in amore”!!
Da 30 anni a questa parte (ogni dicembre) tentano INVANO di spiegarmi come si gioca a Ramino, a Tresette e a Scala Quaranta, (mi ricordo VAGAMENTE "Come Quando Fuori Piove" che dovrebbe rimandare alla disposizione dei simboli delle carte da gioco...Arghhhh!!) Le regole del Munchkin mi sono oscure, Carcassonne per me è SOLO una località della Francia e Dungeon & Dragons mi fa venire la tachicardia.

Ora vi saluto, vi lascio con il mio Amico Santa. Vado a fare l’Alberello d Natale. FINTO!





giovedì 2 dicembre 2010

Felice di... NON piacerti!

Sei miliardi di persone al mondo. Sei miliardi di anime. Sei miliardi di caratteri.
Belli, brutti, antipatici, simpatici, odiosi, amabili, insopportabili, adorabili. MA tutti diversi!

Non si può piacere a tutti e non tutti ci possono piacere. In questo non c’è nulla di strano. Anche Zeus, che mandi la pioggia o la neghi, non a tutti piace!

Ma l’essere umano, così abile nell'arte di ingarbugliarsi la vita, ha ideato, come estrema forma di sadismo mentale, la ricerca del consenso sociale fino a diventare schiavo del “PIACERE A TUTTI e a tutti i COSTI”.
Piacere agli altri, essere accettati ed apprezzati (a meno di non essere sociopatici), è un bisogno vecchio quanto il mondo e pertanto può essere anche accettabile (nei limiti!), ma SE degenera in un compulsivo ed ossessivo bisogno di approvazione sempre, comunque e dovunque allora la situazione si complica un pochino…
Quando poi, non si riesce neanche a prendere in considerazione l’ipotesi di poter “NON PIACERE”, la conseguente ACCETTAZIONE di tale "stato di NON grazia", diventa intollerabile. Non esiste proprio!!

Se qualcuno non ti piace, hai qualche problema, sei TU quella sbagliata, non lui! (a volte può essere anche vero! ma non SEMPRE! ekkekka!)
Se fai notare a qualcuno, che alcuni suoi atteggiamenti sono eccessivi e ti danno fastidio, TU sei un’ingrata, falsa, cattiva, insensibile, presuntuosa e pure IPOCRITA!

Ci sono persone che ti chiedono di essere sincera e schietta, ma non ti spiegano che la SINCERITA' a cui loro aspirano è quella intercalata dai vari “bravo… brava… hai ragione tu… si, si sono d’accordo con te…tu si che conosci la vita… hai fatto benissimo a fare così… ” 
Carini e coccolosi finché gli dici quello che vogliono sentirsi dire. Quando non lo fai più, scatta la RAPPRESAGLIA!

Si può essere sinceri e schietti in un miliardo di modi diversi. Io lo sono nel modo più sbagliato: sono “diplomatica”. Troppo DIPLOMATICA. Con la conseguenza che vengo molto spesso FRAINTESA.
Purtroppo fa parte del mio carattere, ho sempre il timore di offendere gli altri (anche involontariamente) e così preferisco “indorare la pillola” anche quando sarebbe più opportuno ed efficace piazzare qualche “VAFFA” cristallino. Tatto, insicurezza, sensibilità, rispetto, vigliaccheria, educazione, chiamatela come vi pare. 
Ogni volta mi ripropongo di essere un po’ MENO “conciliante”. Eviterei di essere travisata, forse la mia autostima ne trarrebbe giovamento e sicuramente smetterei di sgranocchiare pastiglie di Maalox come se fossero m&m’s.

Io sono più che cosciente di NON piacere a tutti, (qualche volta non piaccio neanche a ME stessa, figuriamoci!), soprattutto a chi NON mi conosce. A volte me ne dispiace, altre NO, ma me ne faccio comunque una ragione!!
Sono timida, introversa, precisina, permalosa, silenziosa, riservata, suscettibile, selettiva ed impulsiva, ansiosa, ansiogena, parlo poco, do poca confidenza, NON sono frizzante, NON sono spumeggiante… meglio la compagnia di un deumidificatore!

Sbaglio, sbaglio di continuo, ma ho imparato a chiedere SCUSA e credo sia una delle cose migliori che mi abbia insegnato la vita. Mi piace essere apprezzata dalle persone che reputo importanti, da quelle che riescono ad andare oltre l’apparenza ed accettarmi per quello che sono. Ma non vado in giro a mendicare consensi e attenzioni.
L’amicizia, come l’amore è un DONO (dono!! ok?) prezioso, da costruire mattone dopo mattone, con errori e sbagli, con sorrisi e pacche sulla spalla, con parole e con silenzi, con “strapazzate” e “lavate di testa” quando servono ma MAI con ripicche e crociate.

Ammiro l’Amico che nel bene o nel male mi dice ciò che pensa di me, accetto le critiche costruttive di chi conosce la mia anima (anche se possono far male), ma NON tollero le sparate a zero di CHI non mi ha MAI guardata negli occhi.
Sono maturata e migliorata grazie al confronto e alle critiche costruttive di questi veri Amici. APPUNTO. Veri Amici. Non TUTTI. L’approvazione di tutto il mondo NON mi serve e francamente nemmeno mi interessa.


"Pentathlon - Francesco De Gregori"



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