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domenica 23 agosto 2015

Solo la paura può sconfiggere la vita.


Voglio dire due parole sulla PAURA.
È lei l’unico vero avversario.
Solo la paura può sconfiggere LA VITA.
È un’avversaria intelligente e perfida, io lo so bene.
Non ha dignità, non rispetta leggi né regole, non ha pietà.
Cerca i tuoi punti deboli, e li scova con facilità.

Comincia dalla mente, SEMPRE.
Fino a un attimo prima sei calmo, controllato, felice.
Poi la pura, travestita da piccolo dubbio innocente,
si intrufola nella tua mente come una spia.
Il dubbio incontra lo scetticismo, che prova a buttarlo fuori.
Ma lo scetticismo è un soldato di fanteria con poche risorse.
Il dubbio se ne sbarazza facilmente.

Diventi inquieto.
Entra in campo la RAGIONE.
Sei rassicurato: la ragione possiede le armi tecnologiche più avanzate.
Ma con tua grande sorpresa,
nonostante la sua superiorità tattica e una serie di vittorie inconfutabili,
la ragione viene messa in scacco, frustrata e impotente.
Ti senti vulnerabile.
L’angoscia si trasforma in TERRORE.

Poi la paura invade completamente il corpo,
il quale nel frattempo, ha subodorato che qualcosa non va.
I polmoni volano via come uccelli
e il fegato se la squaglia quatto come un serpente.
La lingua stramazza stecchita come un opossum,
le mandibole cominciano a galoppare sul posto.
Le orecchie diventano sorde.
I muscoli sono scossi da brividi quasi fossero in preda alla malaria
e le ginocchia si sciolgono come burro.
Il cuore è troppo teso,
lo sfintere troppo rilassato.
Solo gli occhi funzionano bene.
Prestano SEMPRE la dovuta attenzione alla paura.

Ti AFFRETTI a prendere decisioni avventate.
Liquidi i tuoi ultimi alleati:
la speranza e la fiducia.
Ecco che ti sei sconfitto da solo.
La paura – una semplice emozione – ha TRIONFATO.

È difficile da spiegare.
La paura, la VERA paura,
quella che ti scuote fino alle ossa,
quella che provi quando sei a faccia a faccia con la morte,
si annida nella tua memoria come una cancrena:
minaccia di far marcire tutto,
anche le parole per esprimerla.

Dunque DEVI sforzarti di parlarne.
Se non lo fai,
se la paura diventa un’oscurità inespressa
che cerchi di evitare e che forse riesci persino a dimenticare,
ti esponi ai suoi attacchi futuri.
Perché hai lasciato che ti colonizzasse.

da “Vita di Pi” di Yann Martel

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


sabato 1 agosto 2015

Quelli che... la sindrome di Calimero

Alzi la mano chi non si è sentito almeno una volta oggetto di ingiustizie/sfortuna/cattiverie gratuite come il povero Calimero. Ve lo ricordate Calimero? Il pulcino "piccolo e nero" tutto sfiga e lamentele, che diceva sempre:"...è un'ingiustizia però!!"

Già... La vita a volte colpisce davvero duro. Ha in serbo per noi tante brutte cose, esperienze terribili, ingiustizie tremende, dolori inimmaginabili...  e sapete già come la penso sul "diritto di lamentarsi"  ma attenti a NON ESAGERARE!! 

Cerchiamo di non trasformare le nostre lamentele in un GIOCO al massacro verso quelle persone che noi indichiamo come CARNEFICI! (cari Calimeri, ricordiamoci che a volte essere vittima o carnefice è soltanto una questione di punti di vista!)

E su! mettiamoci un po' in discussione, capperi!
Possibile che siano sempre gli ALTRI "quelli sbagliati"? 
Possibile che siano sempre gli altri quelli che ci fanno ingoiare l'amaro o che ci fanno VENIRE IL MAL DI PANCIA?

Oh sì, certo  che esistono persone prive di ogni scrupolo, il cui hobby preferito è fare del male gratuitamente, premeditatamente ed intenzionalmente... (N.B. gratuitamente, premeditatamente ed intenzionalmente!!!) ma possibile che ogni persona che NON si comporta come vorremmo o come avremmo voluto sia.... un BOIA?

ALT! 

Quanto pensiamo di conoscere coloro che giudichiamo? Te lo dico io: PER NIENTE!
Se pensiamo che una persona sia "BELLA" e ne abbiamo stima considerazione, proviamo a pensare che FORSE, magari, alla base di un suo comportamento o di una sua scelta poco felice ci sono state ragioni che vanno ben oltre la nostra PICCOLA ed egocentrica immaginazione... 

E basta rimanere seduti sulla riva del fiume ad aspettare di vedere passare il cadavere del nostro NEMICO, è tempo SPRECATO... potrebbero non essercene di nemici o potremmo RIMANERE (Spiacevolmente) sorpresi: il nemico che vediamo passare... NON è il NEMICO che pensavamo... ma un altro! UNO... IMPENSABILE! E a quel punto Calimero? Chi è il carnefice di chi?
Con questo NON voglio dire che (a prescindere) le persone che incontriamo nella nostra vita non sbagliano mai nei nostri confronti ma siamo sempre noi a percepire il tutto sempre e comunque come una MANCANZA di rispetto. NO.
Nella nostra vita incontreremo sicuramente persone che commetteranno (o hanno commesso) qualche sbaglio nei nostri confronti. TUTTI possono sbagliare (anche tu!), tutti sono umani (anche io!), fragili, pieni di paure...

Le persone sbagliano perchè NON sono perfette. Questo è un dato di fatto. Ma "NON essere perfetti" non significa necessariamente essere lupi feroci da SCREDITARE (Almeno... non TUTTI!)

Smettiamo di portare rancore se NON sappiamo come stanno le cose... e smettiamo anche se sappiamo come stanno!
Rapportiamoci agli altri con un po' di empatia .... credersi SEMPRE cavalieri senza macchia e senza peccato non è proprio così AMOREVOLE, cari Calimeri....

Come ha detto papa Francesco: "Viviamo in una società che ci abitua sempre meno a riconoscere le nostre responsabilità e a farcene carico: a sbagliare, infatti, sono sempre gli altri. Gli immorali sono sempre gli altri, le colpe sono sempre di qualcun altro, mai nostre..."

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


mercoledì 27 maggio 2015

Ciò che inferno NON è

Adoro Calvino.
Di lui ho letto tanto, ma NON abbastanza.
Oggi mentre stavo cercando di concentrare (invano?) la mia attenzione sulle parole di un relatore ad un convegno mi è rimbalzato in mente questo passo:
« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »

 C'è CHI l'inferno se lo sceglie, chi se lo fa costruire intorno, chi se lo CREA.
C'è chi dall'inferno è scelto.
In tutti i casi l'inferno ce l'abbiamo tutto intorno.
Ci circonda.
Ci logora. Ci giudica.
Ci inghiotte. Vuole screditarci.
Ci risucchia. Ci biasima.
Ci incastra.
Ci mastica e infine ci sputa.
L'inferno dei viventi: la VITA.

Tutti i giorni viviamo il nostro personale, piccolo o grande INFERNO. Per non soffrirne abbiamo due alternative: accettarlo, diventarne parte, assimilarlo, assuefarsi a lui.
Oppure NO!
Oppure ci si mette a cercare, a fiutare,  a scegliere e  a salvare tutto ciò che in MEZZO a tutto questo inferno, inferno NON è!
Salvare tutto ciò che è davvero prezioso e dargli la corretta e giusta importanza.
Ricollocarlo al posto che merita, sopra le altre cose. E farlo durare, e dargli spazio.
farlo durare, e dargli spazio...

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


martedì 20 gennaio 2015

...solo avvertirla.

"Al tempio c'è una poesia intitolata "la mancanza", incisa nella pietra. 
Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. 
Non si può leggere la mancanza: solo avvertirla."

domenica 4 gennaio 2015

Non era SOLO un alberello


Caro vile e meschino LADRO,
questo ERA il NOSTRO albero.

Lo facevamo sempre IO e MIO PADRE… ogni anno lo stesso.
Mio padre CI TENEVA TANTO. Era un rito l'albero di Natale.
Ma quest'anno LUI non c'è e io non ho avuto la forza di farlo da sola.

Ma siccome LUI CI TENEVA TANTO , IO gliene ho comprato uno piccolissimo...sai? di quelli veri con il vasetto avvolto nel cellophane rosso... piccoli addobbi e nastrini lucenti.
Volevo fargli un regalo, per dirgli che anche quest'anno avevamo il NOSTRO albero!

Ci ho messo mezz'ora a sceglierlo TRA LE LACRIME... quello più dritto... quello più verde... quello con le decorazioni più belle... li ho toccati e rigirati tutti.... uno per uno... ma ero "FELICE" perchè MIO PADRE CI TENEVA all'albero!
MIO PADRE CI TENEVAAAA!!! 
 
MA TU hai ben pensato di PORTARGLIELO VIA quell'albero a MIO PADRE!
HAI RUBATO UN ALBERELLO da pochi euro ad un MORTO! Hai compiuto il gesto più meschino che si possa fare! Un sacrilegio!

Hai scatenato in me la rabbia più nera quella mattina del 25 Dicembre quando al cimitero mi sono accorta che non c'era più..... Sono ancora furiosa... MA... Dove lo hai messo??? lo hai portato a casa tua??? O peggio lo hai depositato sulla tomba dei tuoi cari???? (Immagino quanto saranno contenti... poverini ti guarderanno dall'alto e ... se potessero ti sputerebbero addosso!!)

Per quanto io cerchi di comprendere le ragioni di questo TUO atto così spregevole non mi riesce proprio di giustificarti... e non riesco nemmeno a farmi passare la rabbia! E' stato uno sfregio verso la memoria del mio povero papà  e verso i sentimenti miei e dei miei cari! Ma come hai potuto???? HAI AGGIUNTO DOLORE AL DOLORE!

Alcuni amici mi hanno raccontato che non è la PRIMA volta che succedono fatti del genere... che non me la devo prendere, perchè non sono la SOLA a cui è capitato di veder sparire i fiori dalla tomba dei propri cari; episodi  di questo genere si ripetono con una certa regolarità nel cimitero. Spariscono fiori, cornici, vasi, ADDIRITTURA giocattoli!!

NON ME LA DEVO PRENDERE????

VERGOGNOSO!

Il cimitero è un luogo sacro ed inviolabile!
I fiori, gli alberelli, gli oggetti, i peluche, i bigliettini, sono SACRI per il luogo dove si trovano e per le persone a cui sono dedicati! Ognuno di loro è intriso di lacrime di dolore!! Un furto di queste cose al cimitero NON è un furto qualunque, RIPETO: è un oltraggio nei confronti dei defunti e dei loro familiari... e chi ruba queste cose al cimitero non è un ladro qualunque... è un... un.... un...
NON lo so.
Io non ho parole per descrivere TE e il tuo GESTO sprezzante di ogni valore umano!...

Nemmeno il rispetto per i morti..... Non c'è proprio limite alla cattiveria  e crudeltà umana.

Se ti comporti in questo modo con i morti ... non oso immaginare che cosa fai con i vivi!
Con TUTTO il disprezzo possibile, spero che tu abbia trascorso delle buone feste!

Antonella.

a mio padre 
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