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lunedì 22 maggio 2017

Il più banalizzante errore interpretativo che io conosca è quello di considerare gli sbagli compiuti nella vita di relazione - quelli che finiscono per renderci infelici e incompleti - come l'esito dell'aver “seguito il cuore” anziché la testa, intendendo con questo l'essersi esposti sconsideratamente ad una certa dose di letteraria, inevitabile fallibilità.
In realtà, se facciamo degli sbagli, non abbiamo realmente seguito il cuore, ma, ottusamente, il frastuono generato da qualche complesso che ci condiziona o da qualche mancanza che ci chiede di essere risolta, entrambi ben nascosti dietro il comodo inganno della cosiddetta passione.
Quando invece compiamo la scelta giusta non è certo perché abbiamo usato la testa, ma al contrario proprio perché abbiamo ascoltato il cuore, che non urla né costringe, che è intelligentissimo e ci consiglia da subito ciò che è giusto, ma in cambio chiede coraggio, e, soprattutto, lo chiede sempre sottovoce.

Nino.
Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


domenica 23 aprile 2017

Il tempo stringe

Sono contraria a qualsiasi tipo di discriminazione.
Alla violenza, alle armi, agli abusi e alla pena di morte.
Non ho più posto per chi ostenta fiero dal divano un atteggiamento giudicante, senza aver mai provato sulla propria pelle cosa significa essere giudicati per qualcosa che non dipende da noi.
Per chi parla per sentito dire e non osserva coi propri occhi ciò che lo circonda.
Per chi non accetta di mettersi in gioco e ancor prima in discussione.
Per chi pensa che sia sempre colpa degli altri, di chi è venuto prima e delle sue scelte.
Per chi non chiede scusa, perché tutto è dovuto.
Non ho mai sgomitato, ma ho lavorato duro incassando colpi senza mai restituirli, perché ho sempre pensato che occhio per occhio non pareggiasse proprio un bel niente.
Continuo a crescere, a imparare e a non dare niente per scontato. E non c'è più spazio per chi pensa di essere arrivato e mi parla come se io non sapessi niente. Non che io sappia qualcosa, ma non spetta a nessuno sottolinearlo tra le righe.
Non ho più pazienza per le persone sgarbate, per gli arrivisti, per chi mi fa fretta e non dà valore al mio tempo, per chi non cura i dettagli e non dà importanza ai sentimenti.
Per chi non ha empatia e per questo si sente superiore.
Per chi rimanda la propria vita a un altro momento e perde tempo a lamentarsi di ciò che non va e di ciò che non ha, a guardare il prossimo pensando che le fortune sono sempre per gli altri.
Ho un'età in cui posso essere serenamente impopolare.
Il tempo stringe e gli anni che perdete a sopportare ciò che non vi piace, non tornano più.

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


martedì 28 marzo 2017

Sad. Perhaps...

Mi sembra di essere triste da tempo immemorabile. Un tempo avrei detto “invariabilmente triste” invece adesso sono più dell’idea di essere triste con una certa varietà.
A volte sono triste e depressa, altre volte sono triste ma con quella incoscienza isterica che ti viene nei momenti in cui ti dici vaffanculo tanto sono triste almeno cerco di godermi quello che ho, altre volte ancora sono triste coi sensi di colpa di essere triste non avendone davvero il motivo, perché *c’è chi sta peggio* e *in fin dei conti ho un lavoro*. E quindi di che mi lamento? Mi ci vorrebbe un po’ di miniera.
Ultimamente sono triste col furore di fare cose che mi dico che devo fare, che poi spesso non faccio sentendomi in colpa perché non ho fatto quello che dovevo. Oppure col furore di fare cose che faccio e quando ho finito di farle mi accorgo che non me ne fregava niente e sono triste come prima. O sono triste con la rassegnazione di non fare niente tanto non serve a un cazzo, e non mi piace più niente e mi ritrovo seduta al tavolo di un ristorante a guardarmi da fuori perché il posto è bello, si mangia bene e le persone sembrano divertenti e carine eppure io ordino solo un antipasto e dico il minimo indispensabile per non essere scortese perché spero di tornare a casa il prima possibile a partire dal minuto uno in cui ho posato il culo sulla sedia e mi chiedo cosa cazzo abbia che non vada.
E sono triste perché le poche cose che penso di voler fare non le faccio perché non me le merito. Come se mi fossi messa in punizione permanente e me ne stessi faccia nell'angolo. Almeno fossi un meme di un gatto che fissa il muro con la scritta "interesting". E invece.
Il tutto per dire cosa? non lo so. A volte il mio blog mi ha aiutata in passato, chissà se ci riesce di nuovo. 

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


martedì 21 marzo 2017

L’ansia mi fa sembrare una stronza.

Non riesco a comunicare con le persone.
Mi agita telefonare e parlare con gli sconosciuti.

Mi spaventa anche scambiarmi messaggi con certi amici, ho paura che non si capisca il tono delle mie parole, magari poi risultano dure senza che io lo voglia. Come faccio in un messaggio a riproporre tutte le sfumature del linguaggio? Allora lo cancello e lo riscrivo più e più volte. Il tempo passa e la mia risposta non arriva. E così sembra che me ne frego di rispondere.
Non è così.
È il contrario.
Sono talmente coinvolta dalla necessità di rispondere che non ci riesco.
Sembra che me la tiri perché non rivolgo la parola quasi a nessuno e sorrido a fatica. Non me la sto tirando, cerco solo di sopravvivere, perché purtroppo per me le interazioni sociali sono difficilissime. Per questo stesso motivo non ti guardo mai negli occhi quando mi parli. Piuttosto ti guardo le labbra, a volte il naso, spesso il muro dietro di te. Mi capita addirittura di guardare il telefono pur di non dover sostenere lo sguardo.

Lo so, così sembra che non mi interessi quella conversazione e ciò che vuoi dirmi.
Ma fuggire il tuo sguardo è l’unico modo in cui riesco a prestare attenzione alle tue parole.
Potrei sforzarmi e guardati dritto negli occhi, ma la tensione mi impedirebbe di capire cosa dici. Forse a causa di questi difetti, non ho molti amici.

Sicuramente sono considerata una pessima amica. Non dico la mia durante le conversazioni. In gruppo sto zitta. Le persone pensano che io sia seduta in silenzio a giudicarle quando in realtà sto solo cercando il momento opportuno per dire la mia.
Raramente però ci riesco. E invidio chi ci riesce, lo invidio moltissimo.

La mia ansia è tutta dentro di me. Prima di uscire con gli amici mi coglie una terribile ansia anticipatoria.
Ma non lascio trasparire nessuna emozione. Evito di attirare l’attenzione, per questo cerco di controllare il mio corpo, i tremori, nascondo i palmi delle mani sudate, scelgo le zone dove la luce è più bassa per nascondere il rossore.

Continuo a nasconderla per quanto mi sia possibile. Mi agito pensando a come gli altri mi vedono e cosa pensano delle mie parole. L’ansia mi fa sembrare una stronza.

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


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