mercoledì 27 maggio 2015

Ciò che inferno NON è

Adoro Calvino.
Di lui ho letto tanto, ma NON abbastanza.
Oggi mentre stavo cercando di concentrare (invano?) la mia attenzione sulle parole di un relatore ad un convegno mi è rimbalzato in mente questo passo:
« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »

 C'è CHI l'inferno se lo sceglie, chi se lo fa costruire intorno, chi se lo CREA.
C'è chi dall'inferno è scelto.
In tutti i casi l'inferno ce l'abbiamo tutto intorno.
Ci circonda.
Ci logora. Ci giudica.
Ci inghiotte. Vuole screditarci.
Ci risucchia. Ci biasima.
Ci incastra.
Ci mastica e infine ci sputa.
L'inferno dei viventi: la VITA.

Tutti i giorni viviamo il nostro personale, piccolo o grande INFERNO. Per non soffrirne abbiamo due alternative: accettarlo, diventarne parte, assimilarlo, assuefarsi a lui.
Oppure NO!
Oppure ci si mette a cercare, a fiutare,  a scegliere e  a salvare tutto ciò che in MEZZO a tutto questo inferno, inferno NON è!
Salvare tutto ciò che è davvero prezioso e dargli la corretta e giusta importanza.
Ricollocarlo al posto che merita, sopra le altre cose. E farlo durare, e dargli spazio.
farlo durare, e dargli spazio...

Buona vita.
LaToniDuePuntoZero


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