martedì 5 ottobre 2010

Divisibili soltanto per 1 e per sè stessi

Come i numeri primi.
Come l'11 e il 13, o come il 17 e il 19, il 41 e il 43, oppure come... il 2760889966649 e il 2760889966651. 
“Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava MERAVIGLIOSI. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano PRIMI GEMELLI: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi, quasi vicini,perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero”
Non tutti i libri sono uguali.
Alcuni ti folgorano.
Si lasciano divorare.
Ti rapiscono attraverso parole che senti davvero tue, parole che ti “inghiottono” ti entrano nell’anima per non andarsene mai più…

"La solitudine dei numeri primi" è uno di questi.
L’ho letto quasi tutto d'un fiato, in due mezze nottate. Ma è uno di quei libri che non potrei rileggere, almeno non per ora. Mi ha fatto male nella carne.

In molti lo hanno definito il classico racconto adolescenziale “stile Moccia”.
Neanche per sogno.
La solitudine dei numeri primi è un pugno nello stomaco! Non è un romanzetto per ragazzine innamorate! Non c'è una principessa e nemmeno un principe azzurro.
I protagonisti sono lontani anni luce dagli “splendidi e perfetti” che popolano le pagine del Federico nazionale!

Alice e Mattia. Uniti e divisi da tragici eventi. La loro anima è messa a nudo. Due personaggi che toccano il cuore, con i loro impacci, gli slanci imprudenti, i gridi taciuti, i silenzi, le paure ed il coraggio.
Chiusi nei loro ostinati silenzi... perché l'essenziale non si dice mai…mai.

Alice e Mattia vivono nella consapevolezza di essere diversi dagli altri, e questo non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo.

Alice e Mattia e il “peso delle conseguenze”, da cui è IMPOSSIBILE FUGGIRE, la minaccia, la condanna, il prezzo di quelle scelte che si fanno in pochi secondi e si scontano per il resto della vita.
Il peso delle conseguenze...

Alice e Mattia due numeri primi. Due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai.
Coincidenza di destino, di vita, di aspirazioni. Ma destino, vita, aspirazioni non bastano a fare in modo che Alice e Mattia si incontrino davvero.
Due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Si trovano, si capiscono, eppure c’è puntualmente qualcosa che continua a separarli.

Mattia è un pò come me: una nave in balia delle onde, fragile e forte nello stesso tempo. Mi piace e mi affascina la sua psicologia contorta, la sua mente somigliante ad un labirinto inespugnabile. Non chiede niente a nessuno, va avanti da solo con le sue forze, vuole essere totalmente indipendente. La sua corazza è inespugnabile, è un’armatura contro il mondo.
Mattia è speciale, ma lascia scivolare su di sé la vita, quasi con indifferenza, consumando la vita alla ricerca di sé, ancorato ad un ricordo da cui non riesce a staccarsi.

La solitudine di Mattia è la solitudine di tutti quelli che si lasciano intrappolare in una trama di rapporti che alla fine si rivelano vuoti, inconsistenti ed insignificanti. Rapporti che non riescono a produrre il collante indispensabile a unire, a legare intimamente.

"La paura di Mattia è quella di avere rapporti talmente intensi da non poter dare loro un nome... sarebbe come togliersi l’anima. Abbandonarsi a qualcun altro è in effetti perdere una parte di se stessi."
Se impedisci agli altri di entrarti nel cuore, non potranno mai farti del male…

Mattia la pensa così. Ed io… forse… sono d'accordo con lui.



"La verità è una SCELTA."  Ligabue
 
 

2 commenti :

  1. Quindi lo consigli? Ho sentito pareri molto contrastanti, come se Paolo Giordano fosse un raccomandato messo lì con storia strappalacrime ad hoc per vincere lo Strega.

    Mi sa che finirò per leggerlo così saprò a chi dare ragione!

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  2. E' vero, i pareri sono molto contrastanti.

    Penso che "la solitudine dei numeri primi" sia uno di quei libri che o lo ami o lo odi... ma puoi saperlo soltanto leggendolo.

    Decisamente mi sento di consigliarlo... forse perchè in fondo mi sento un pò un "numero primo" anche io...

    RispondiElimina

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